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Caro Fratello Francesco...

Da Jervé Lartiste una ispirata lettera a Papa Francesco.
Da leggere ... anche se non siete il Papa.
oltre12.net

Una lettera aperta all’ultimo successore di Pietro


Francesco, caro fratello nostro,

in questa data particolare del 1 settembre 2013, chiamando l’universo a testimone, mi rivolgo a te in questo modo, senza altre formule di rito poiché la vicinanza di cuore è ciò che tu stesso, al tuo primo apparire planetario nelle vesti di successore di Pietro, hai invitato tutti a manifestare, salutando con parole semplici, familiari, essenziali e dirette la platea dei fedeli che attendeva di conoscerti.

La chiesa che in quell’istante hai trovato e il mondo stesso attraversano il loro momento storico più importante sin dalla venuta di Cristo e forse anche considerando epoche anteriori, che la scienza e la cultura non ci hanno finora narrato.

Quello presente è infatti un punto decisivo della storia, in cui l’umanità nella sua interezza è chiamata ad innalzarsi al di sopra di tutto quanto ha finora saputo fare, per comprendere infine il mistero dell’esistenza e impiegare tale consapevolezza nel proprio agire, sia individuale che collettivo, sia particolare che universale.

È questo il fine della nostra esistenza, l’unione con il Divino, procrastinatasi lungamente per la necessaria nostra educazione di anime giovani, ma che oltre, indefinitamente, non può rimandarsi nel tempo, poichè naturale è il passaggio dalla condizione di Fede che abbiamo sin qui vissuto a quella di Conoscenza cui siamo ora inequivocamente tutti chiamati.

Quella Conoscenza che dirada ogni dubbio o incertezza sulla Creazione, poiché con essa identificandosi ne permette un’ulteriore, formidabile espansione nell’universo intero grazie alla forza d’Amore.

Certamente tu, Fratello Caro, conosci meglio di chiunque altro l’istituzione del cui governo porti ora immane responsabilità, ne conosci la storia, la dottrina, e gli effetti che la sua azione spirituale e materiale ha prodotto sul mondo degli umani.

Sai bene che, allora come ora, essa ci ha dovuto mentire sulla natura stessa del Divino, l’Increata Forza Immanente, infinita ed eterna, che tutto È.

Lo ha fatto dicendoci alcune verità e tacendone altre, lo ha fatto usando gli strumenti del mito in luogo di quelli del dettato esperienziale, lo ha fatto riducendo a dimensione di dottrina umanamente trasmissibile ciò che appartiene invece alle immensità della Legge Universale, già implicita in ogni cellula del nostro corpo fisico e in ogni unità della nostra Coscienza sin dall’eternità.

Ma in un più vasto e finora inesplicabile disegno, questo era da farsi.

Per ragioni che al tempo opportuno diverranno chiare a tutti, il mondo doveva attraversare questo millenario travaglio, che ha conosciuto nel suo svolgersi tutti i gradi del dramma, e che ora giungendo a dimensione planetaria pone in pericolo la sopravvivenza stessa di ciò che chiamiamo civiltà.

Ma tu sai bene quale sia la natura di questo momento e di quelli che di qui seguiranno.

Sai quale sia il senso autentico dei testi attraverso i cui arcani linguaggi i chierici di ogni credo hanno finora esercitato il loro ruolo di intermediari con il Divino, dicendo senza dire, trasmutando incessantemente parole come mattoni d’informazione, e pilotando infine rivelazioni ad arte per meglio nascondere verità nella più manifesta evidenza.

E sai quindi in cosa si concreti il tuo cruciale compito di assistente, custode e mentore di questa planetaria tappa evolutiva che ci vedrà in grado di autodeterminarci in una esistenza collettiva armoniosa, integrata, compiutamente cosciente.

Ti benedico pertanto, Fratello Caro, nel nome del Dio di cui ognuno di noi è eterna scintilla, ti benedico con tutto l’amore di cui sono capace in questo istante, e chiamo tutti coloro che lo vorranno, secondo il loro Libero Arbitrio, Sacro e Inviolabile, a fare altrettanto.

Possa la Luce Divina guidare la tua azione;

Possa la tua anima compiere del tutto la missione per cui si è incarnata, amorevolmente servendo il più vasto disegno che è stata chiamata a realizzare;

Possa infine la tua pietosa opera, che abbiamo visto già amorevolmente quanto accortamente iniziata, dare la giusta, degna e inevitabile sepoltura al corpo di ciò che ha esaurito la sua funzione storica.

L’umanità, ieri bambina, saluta oggi da adulta Madre Chiesa che l’ha aiutata a crescere, e il Padre, terreno, che di volta in volta si è seduto al suo fianco, come simbolo e rappresentante di un Padre Celeste al quale esclusivamente devozione filiale è stato previsto che esprimessimo.

C’è in ogni cosa vivente nell’Universo, un momento in cui la vita inizia a manifestarsi adulta, nella forma esatta in cui è stata pensata nella Creazione, e questa è la condizione il cui limitare oggi l’umanità di questo pianeta attraversa.

Da qui in poi la Fede sarà come le spalle di quei genitori sulle quali i figli salgono per vedere più lontano di chi li ha preceduti, grazie alla Conoscenza.

Il tempo del Credere Senza Vedere è compiuto.

Giunto è infatti quello dell’Essere Per Sapere.

Eterno ed Ineffabile.

Che Sia quindi la Luce.

Che essa irrompa irrefrenabile in ogni luogo conosciuto e sconosciuto, che la nostra mente è in grado di concepire.

Che la tenebra, il segreto, l’ignoto scompaiano per sempre.

Fiat Lux.

Nunc Pro Tunc Praeterea Praeterea.

Jervé Lartiste

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