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Le 8 tecniche di manipolazione mentale più usate dai mass media: come riconoscerle e imparare a tutelarsi

Quando l'Elefante nel salotto non lascia più spazio, si è costretti a non ignorarlo... 

Vediamo, da un punti di vista non solo psicologico, quali sono le tecniche di manipolazione mentale più diffuse, e, una volta meglio individuate, trovare, in se stessi, le semplici risorse che tutti noi abbiamo per evitare di essere manipolati, dando il via libera alla realizzazione della nostra Essenza.




Dal sito psicosentieri.it





Le 8 tecniche di manipolazione mentale più usate dai mass media: come riconoscerle e imparare a tutelarsi




MANIPOLAZIONELa manipolazione, come specifica forma di esercizio di potere, viene esercitata per così dire per via indiretta dalle élite del potere attraverso l’ ”apparato culturale” (Mills 1956, 1963), che comprende le istituzioni educative, religiose, culturali e i mass media…
In questo processo i mass media assumono un ruolo strategico.
…Attraverso i mass media diventa dunque possibile formare le opinioni, sollevare o neutralizzare problemi, canalizzare i bisogni e le aspirazioni, orientare gli atteggiamenti senza che appaia mai il collegamento con le élite dominanti.
Guido Gilli “ Il problema della manipolazione: peccato originale dei media?



Edward Bernays, pubblicitario e pubblicista statunitense considerato dal giornale Life come uno dei cento americani più influenti del ventesimo secolo, nel suo saggio “Propaganda” del 1929, spiega come la comparsa della democrazia e delle libertà individuali associate all’industrializzazione, abbia paradossalmente generato l’urgenza di manipolare dall’alto il pensiero e il comportamento delle masse.

Le tecniche di manipolazione mentale sono perciò diventate un ambito importante della ricerca psicologica e hanno strutturato la comunicazione odierna impiegata dai media, come un raffinato strumento di condizionamento che, secondo precise disposizioni di mercato, influenza la psiche delle persone anziché informarle in modo oggettivo.



LE CONDIZIONI MENTALI CHE AUMENTANO LA SUGGESTIONABILITÀ
I mass media, utilizzando diffusamente tutte quelle tecniche che inducono nel pubblico una disponibilità mentale favorevole ai condizionamenti, non differiscono di molto dagli atteggiamenti manipolativi usati nelle sette per acquisire e trattenere gli adepti.

Il testo di Della Luna e Cioni “Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa” illustra in dettaglio quali metodi risultano essere i più efficaci nel manipolare le masse o i singoli verso obiettivi prestabiliti dal potere.

1. Il rilassamento è uno stato mentale che può essere indotto facilmente stancando fisicamente o mentalmente le persone, annoiandole con attività ripetitive o distraendole con notizie e informazioni assolutamente inutili. Distogliere l’attenzione cosciente, quindi l’azione dell’emisfero cerebrale dominante,lascia il subconscio, l’emisfero non dominante, privo delle sue capacità critiche, rendendo possibile l’instillazione di suggestioni, immagini, storie inutili che allontanano da ciò che realmente conta.
 2. Il senso di impotenza è un'altra strategia usata per controllare. Il martellamento di notizie e immagini violente (assassinii, stragi, eccidi, distruzioni, brutalità) ci abitua ad accettare l’illegalità e il degrado, come questioni inevitabili e irrisolvibili. Contemporaneamente l’essere tempestati da incalzanti adempimenti (fisco, contributi, tasse, tariffe, bolli, revisione caldaia, auto, ecc.), non ci rende possibile capire cosa realmente accade, e  organizzarci di conseguenza.
 3. Associazione e ripetizione:una iniziativa oggettivamente poco accettabile come una guerra, una legge, una tassazione, ecc. può essere resa meno pesante etichettandogli una denominazione falsa ma semanticamente “buona”, accettabile (lotta al terrorismo, democratizzazione, liberazione, sicurezza collettiva, ristrutturazione, guerra umanitaria, missili intelligenti, ecc.) e ripetendola fino allo stremo in ogni situazione e circostanza. La ripetizione di un messaggio, uno spot, se diventa pervasiva, se avviene molte volte al giorno, può far assorbire il contenuto, le implicazioni del messaggio stesso come se fossero un fatto provato, anche se non lo sono (“le armi di distruzione di massa di Saddam”, “le torri gemelle e Bin Laden”, ecc.).
 4. Modificare le certezze Chiunque voglia manipolare una persona, per indurla a comprare qualcosa o per piegare la sua resistenza a un’azione qualsiasi di persuasione, ha la necessità di somministrare molti stimoli nuovi e interessanti, in modo tale che la corteccia prefrontale lavori e si affatichi. Dopodiché deve sommergerla di dati, dogmi, slogan, ecc. (proprio come lavora la tivù) per stremarla ancor di più, in questa maniera la corteccia prefrontale lascia le redini del cervello ai circuiti limbici, più primitivi ed emotivi, pertanto più suggestionabili e indifesi. La corteccia prefrontale è influenzata da sostanze chimiche tossiche che possono danneggiarla, come le droghe, l’alcol, le tossine alimentari, ma anche da forti emozioni, privazione del sonno, stress cronico e una dieta ricca di grassi animali possono rendere le persone più esposte alle manipolazioni esterne. Per assurdo, concedendo alle persone totale libertà di condurre una vita sregolata, innaturale, ci si agevola il compito di annullare la loro libertà più profondamente di quanto sarebbe possibile senza quella concessione.
 5. Sgomentare “Shock and awe doctrine”: la cosiddetta “dottrina dello shock e sgomento” viene oggi applicata su scala globale. Mettendo singole persone o intere popolazioni sotto shock, si può produrre il loro consenso a un cambiamento, riforma, legge, restrizione di libertà, guerra, ecc. L’esempio delle Torri Gemelle e delle leggi repressive e guerre avvenute dopo, è lapalissiano. Sfruttano l’effetto sorpresa e di spavento come enorme fattore di distrazione e paralisi di massa, inibitore di possibili reazioni e resistenze.Lo shock è molto generico e può essere prodotto da catastrofi naturali (epidemie, terremoti, pandemie, ecc.), quanto da fatti economici (recessioni, crisi, crolli in borsa, fallimenti, ecc.) e politici (guerre, colpi di stato, ecc.).
Un esempio sono le domeniche a targhe alterne per meri fini di risparmio energetico. Questa imposizione dall’alto, generando nelle persone, allarme e preoccupazione di non poter usare la propria auto, di perderne l’importante risorsa, crea totale disponibilità ad accettare fortissimi e ingiustificati rincari dei carburanti, pur di conservarla!
Un altro esempio della dottrina dello “shock anche awe” potrebbe essere i black-out che hanno interessato il territorio nazionale qualche anno fa, la cui risoluzione sarebbero le centrali nucleari. Questo caso rientra anche nella cosiddetta strategia del “problema-reazione-soluzione”. Avendo in mano la Soluzione (centrali), si crea il Problema (black-out) e si attende Reazione (quasi sempre emotiva) delle masse, che accetterà di buon grado ogni soluzione prospettata pur di evitare il disagio.
6. Discreditare Il debunking o discredito è una forma manipolatoria, che consiste nel confutare, nello smontare, teorie e informazioni che vanno contro il pensiero ufficiale dominante. Oppure screditare i diffusori di queste teorie e informazioni.
La campagna “Mani Pulite” è stata, tra le altre cose, una grande operazione proprio di debunking, finalizzata cioè a salvare la credibilità del sistema politico-giudiziario.
Il debunker attacca la controinformazione con messaggi semplici, discorsivi, prevalentemente a livello emotivo, con “ganci” diretti all’inconscio, piuttosto che alla logica. Questi attacchi non si rivolgono al contenuto, alle idee, ma mirano a screditare la fonte e l’autore sul piano morale associandolo spesso ad affiliazioni “appestanti” coi terroristi, nazisti, fascisti, comunisti, antisemiti, antisionisti, ecc.
L’approdo estremo del debunking è quello di portare lo smascheramento degli smascheratori alle estreme conseguenze, ossia portare l’opinione pubblica alla conclusione che tutto è marcio, tutti mentono, tutti sono ladri, tutti fregano. Per tanto la verità non si potrà mai sapere, e quindi è moralmente giustificato arrangiarsi, infischiarsi di tutto e tutti. Si giunge all’egoismo più radicale e disumanizzante.

7. Trovare un nemico  La frustrazione genera tensione e aggressività; e l’aggressività può scaricarsi contro di sé o contro un oggetto esterno. Quando un tale tipo di frustrazione è diffusa in tutta la popolazione, il momento è propizio per fondare un movimento e/o organizzare un attacco verso il nemico.
Nel nostro mondo tormentato da insicurezza e frustrazione (create ad hoc) c’è un gran bisogno psicologico e sociale di un nemico, di colpevoli, di capri espiatori (terroristi, rom, immigrati, ecc.).

8. Favorire le dipendenze chimiche Nella nostra società la diffusione dell’uso di sostanze psicotrope è enorme. Un’altissima percentuale di persone fa uso stabile e ha sviluppato qualche forma di dipendenza da droghe, alcol o psicofarmaci. Decine di milioni sono i minori letteralmente drogati con psicofarmaci.
Gli effetti di tali sostanze psicoattive convergono tutti nel diminuire la libertà di giudizio, di resistenza e di azione delle persone e ovviamente nell’aumentare la loro condizionabilità e suggestionabilità. In pratica la persona dipendente, da alcol o droghe o psicofarmaci o barbiturici è molto più controllabile e plasmabile dal Sistema, lo stesso che veicola e vende tali sostanze. Coloro che si aiutano e si abituano all’aiuto chimico, perdono la capacità di autodeterminazione. Una società così siffatta non è una società libera.
                             
MANIPOLARE LE IDEE PER INDIRIZZARE I BISOGNI
 malcom

 Per Lippmann l'opinione pubblica del suo tempo (ma le cose oggi non sono diverse) è preda della propaganda politica e recepisce solo stereotipi, cioè rappresentazioni parziali e semplificate della realtà. Egli giunse alla conclusione che i mezzi di comunicazione di massa, benchè fossero uno strumento di sviluppo della partecipazione democratica, fossero anche un potenziale rischio per la democrazia.
Al paradigma critico di Lippmann, basato sulle rappresentazioni di realtà, si affianca oggi un nuovo paradigma sociologico che attribuisce ai media la capacità non solo di rappresentare ma anche di creare la realtà . Quest'ultimo paradigma, cui si accenna nelle prossime sezioni di questa pagina, è giustificato dall'ampiezza e pervasività dei nuovi mezzi di comunicazione di massa.
Negli anni '50 il sociologo Vance Packard affrontò, nel testo "I persuasori occulti", ormai diventato un classico, il tema della manipolazione della mente dei consumatori mediante messaggi pubblicitari che facevano ricorso a tecniche psicologiche per indirizzare le scelte d'acquisto. Egli arrivò a proporre una visione del mercato completamente dominata dai grandi gruppi industriali e dalla loro strategia di allevamento e condizionamento mentale dei consumatori "dalla culla alla tomba".

Packard si occupò, pionieristicamente, dell'influsso della pubblicità televisiva sul pubblico statunitense, mettendo in evidenza il fatto che alcuni inserzionisti si lamentavano dell'elevata qualità dei programmi televisivi (erano gli anni '50) perchè, negli intervalli in cui venivano trasmessi gli inserti pubblicitari, i telespettatori parlavano tra loro del programma...

L'ingannevole pubblicità online: AstroturfingA partire dagli anni '80, il marketing online ha inventato l'Astrosurfing, vale a dire l'arruolamento di utenti che, dietro compenso, pubblicano false recensioni positive per promuovere prodotti o servizi sul Web, ad esempio su Tripadvisor, Yelp, Amazon. Questo dilagante fenomeno ha coinvolto anche Wikipedia, infatti molte aziende eticamente poco dotate fanno modificare (da utenti anonimi) le pagine che li riguardano cancellando i commenti negativi e inserendo informazioni che ne propagandano un'immagine positiva. Per contrastare tale fenomeno un hacker statunitense ha creato il software Wikiscanner che consente di trovare le relazioni tra le modifiche anonime fatte su Wikipedia e le aziende alle quali le modifiche si riferiscono. Secondo Gartner il fenomeno dell'astroturfing è così esteso che entro il 2014 una recensione su sette sarà falsa.

COME POSSIAMO TUTELARCI 

MANIPOLAZIONE
Già il fatto di conoscere questi meccanismi perversi agisce come protezione alimentando la nostra criticità, ma esistono alcune domande chiave che possono aiutarci ancor meglio.
Daniel Lumera, docente nella cattedra "Management pubblico-privato per la gestione della fiducia" e responsabile dell'area Ricerca, Sviluppo e Cultura nel Club UNESCO, suggerisce come salvaguardarci dalla manipolazione attraverso lo sviluppo di due abilità:
1. La capacità di sentire empaticamente la vera e profonda intenzione dell’altra persona o di ciò verso cui ci relazioniamo (un telegiornale ad esempio, o il prodotto di una multinazionale, o una società, o un gruppo di persone). Bisognerebbe chiedersi: “Qual é la vera e profonda intenzione di chi ho davanti?” E poi imparare ad ascoltare il proprio corpo e il proprio sentire profondo. L’autonomia, l’indipendenza e la fiducia in se stessi sono elementi essenziali nell’approccio alla manipolazione. Sviluppando questa abilità risulterà semplice comprendere se le intenzioni di chi ho davanti sono, ad esempio, quelle di stimolare paura, giudizio, critiche, colpa, etc. per ottenere un beneficio personale a discapito di me e delle mie esigenze reali, oppure se le intenzioni siano realmente formative e positive.
2. Il potere personale. La domanda che bisognerebbe imparare a farsi è la seguente: “questa persona (o entità, gruppo, etc.) mi tolgono potere personale o mi responsabilizzano realmente, permettendomi di accedere a risorse indipendenti e rendendomi autonomo nellesprimere me stesso e le mie vere esigenze?”
Su questa base e su questo sentire è possibile costruire un metodo per comprendere le proprie dinamiche di manipolazione mentale, emozionale ed energetica e liberarsi da esse.
E’ mia opinione che la nostra vita possa sensibilmente migliorare con pochi ma sostanziali cambiamenti che vanno nella direzione del semplificare il nostro modo di vivere, pensare, comportarci….
 ” Le esigenze fondamentali che ha il corpo umano per potersi esprimere e vivere nella maniera più efficiente si dividono in due grandi famiglie: quelle di tipo fisiologico e quelle di tipo emotivo.Innanzitutto dobbiamo riuscire a vivere rispettando leesigenze fisiologiche del corpo, per far sì che esso si esprima al massimo delle sue potenzialità:  avere un corpo sano e pieno di energia significa nutrirlo con alimenti che gli sono affini, farlo vivere in ambienti e luoghi nel rispetto delle sue esigenze, in poche parole significa Amore verso se stessi, e chi ama se stesso ama la Vita, chi rispetta e ama se stesso può rispettare e amare gli altri, può vivere felicemente. Ma è molto più facile pensare in modo costruttivo se si ha un corpo sano, che se si è indeboliti, intossicati o malati e tristi, per questo è meglio iniziare a preoccuparsi del corpo riportandolo alla massima salute ed efficienza, il resto verrà poi da sé. Invece di ribellarci inutilmente contro un sistema che ognuno di noi, con la nostra pigrizia e negligenza ha contribuito a creare,  ognuno può iniziare a rispettare con determinazione le esigenze del proprio corpo sfruttando tutto ciò che, nel bene o nel male, il mondo e la società gli mettono a disposizione, imparando a fare scelte costruttive, ad ascoltare le esigenze del nostro corpo e non limitarsi a cercare lo specialista o il farmaco che risolva i suoi problemi quando questi sono ormai gravi.
 La cosa difficile, in un mondo in cui ognuno da valore alle cose in base al prezzo che hanno o a cosa ha sentito dire in televisione o sui giornali, è imparare a investire su ciò che è veramente importante, dando il giusto valore ad ogni cosa.
 Bisogna cercare di ridurre ed evitare ciò che veramente nuoce, iniziando ad aumentare ciò che è veramente sano e positivo, in sintonia con la propria natura, considerando sempre che la cosa più importante, per avere molta energia vitale, è quella di amare e rispettare la propria vita.
 E’ inutile essere ossessionati dall’inquinamento , dagli interessi delle multinazionali, cercando a tutti i costi dei “colpevoli” che giustifichino un “disagio esistenziale”, quando in realtà si può essere “deboli” solo perché si è stati educati ad esserlo e non si riesce o si ha paura di affrontare cambiamenti in situazioni della vita che non si riconoscono come effetti di proprie scelte: se si è adulti, è molto più facile essere indeboliti da situazioni emotive conflittuali che dalle sostanze chimiche, seppur cancerogene, presenti in una crema solare, il problema semmai è che se le sostanze chimiche cancerogene a cui si è esposti agiscono su un corpo già debole, i loro effetti possono essere molto negativi.
  Ovviamente, la situazione migliore è quella in cui si riesce a ridurre al minimo ogni interferenza esterna “negativa” e, contemporaneamente, a creare una situazione esistenziale dal punto di vista emotivo “appagante”.  Purtroppo la gente, quando assume farmaci anche per dei disturbi o sintomi “banali”, introduce nel proprio corpo delle vere e proprie “bombe chimiche”; quando i problemi diventano seri, si devono poi introdurre “bombe chimiche” sempre più potenti, dando però sempre colpa, se si è ammalati, alla “sfortuna” o al “caso”.
 Alla scienza fa molto comodo che la gente creda nella sfortuna… La cosa che non tutti sanno è che vengono introdotte nel corpo delle “bombe chimiche” anche quando ci si nutre con innocenti merendine piene di coloranti,  conservanti o aromi artificiali, con carni di animali imbottiti di farmaci e ormoni, quando ci si lava i denti con “allegri” dentifrici pieni di sostanze tossiche  o ci facciamo fare un’otturazione dentale con il mercurio, e così via… Il corpo umano però è un sistema incredibilmente sofisticato e adattabile, grazie all’evoluzione i nostri antenati sono riusciti a sopravvivere alle condizioni più avverse. Tutto ciò ci ha dato un enorme vantaggio, quello di riuscire a sopravvivere nonostante uno stile di vita contrario alla nostra natura. Il fatto è che, se non forniamo al nostro corpo quello che gli serve per funzionare al meglio, esso funziona lo stesso. Gli effetti negativi possono essere molto “sottili”, poco evidenti e, comunque, possono manifestarsi anche dopo molto tempo, quando ormai sono diventati problemi gravi, rendendo difficile il collegamento con la reale causa.
 Allora, invece di cercare di capire dove si è sbagliato, si cerca una soluzione rapida, ed è qui che la chimica diventa protagonista, in quanto, anche se si è dimostrata in grado di salvare la vita in situazioni gravi, la utilizziamo per ogni piccolo problema.
 Fortunatamente nel mondo di oggi la vita offre a chiunque infinite possibilità di scelta; queste scelte devono essere però affrontate con consapevolezza, attenzione e rispetto verso il proprio corpo, per non portare a una gran confusione.
 Non bisogna infatti fare solo quello che qualcun altro ci dice dovremmo fare o che sembra giusto, o normale, ma informarci il più possibile con tutti i mezzi a nostra disposizione (internet, libri,  riviste specializzate, ecc.), imparando a fidarci del nostro istinto e del nostro corpo, di fare scelte costruttive e consapevoli.
 Nessuno può essere vittima di una “multinazionale” se ha deciso di non esserlo, così come ognuno di noi può invece trarre vantaggi e benefici anche dai prodotti di una “multinazionale”, se impara ad evitarli quando sono nocivi e a ricorrere ad essi solo quando sono utili e necessari.
 Chi ha scelto di assumere continuamente farmaci anche quando non servono, di nutrirsi di alimenti industrializzati pieni di sostanze chimiche, senza nemmeno leggere le etichette degli ingredienti o, comunque, sapere cosa sta introducendo nel suo corpo, dovrà confrontarsi con gli effetti di tali scelte.
 Ognuno di noi può scegliere di investire un po’ del suo tempo cercando di informarsi su ciò che mangiamo da fonti diverse. Chi  ha scelto di dare al proprio corpo il meglio, volendo prima capire cosa è meglio, cercandosi da solo la verità, agirà probabilmente in modo diverso o contrario a quanto comunemente si crede, ma sarà lui a godere dei benefici delle sue scelte. In ultima analisi dobbiamo solo imparare a fare scelte costruttive e a vivere all’insegna del rispetto del nostro corpo e della natura”.
 (F.Marchesi)
 Questo testo è stato tratto da un libro di Fabio Marchesi, “La luce che cura”.
 Tutti noi desideriamo di vivere in salute, lo riteniamo un diritto e per certi versi lo è. Essere liberi il più possibile dalle influenze esterne, dalle manipolazioni più o meno occulte dei media, dei social, delle multinazionali, dei governi… non è impossibile. La mia esperienza personale mi ha portato a cambiare molti comportamenti nella mia vita e, con un bagaglio di consapevolezza che cerco di aumentare ogni giorno, posso dire di aver raggiunto un ottimo livello di salute. So che posso fare ancora molto, e continuo a farlo.
 Mi chiederete:”come hai fatto?”. La risposta è semplice e complessa al tempo stesso.
 Semplice perchè ho iniziato ad ascoltare il mio istinto sulle scelte da compiere, sia sul piano dell’alimentazione che sul piano dell’equilibrio psicoemozionale, ma anche etico e sociale. Ogni scelta ha comportato molte prove ed errori, ma sempre con il mio obiettivo davanti agli occhi e ben impresso nel cuore e nella mente.  Complessa perché quotidianamente queste scelte avvengono su molti piani, e la premessa a tutto ciò sta nel comprendere che il nostro benessere è molto condizionato dal mondo esterno, da schemi che non ci appartengono, da abitudini radicate, dal non aver sviluppato un “sano senso critico” verso ciò che ci viene proposto. Ho potuto rendermi conto di quanto la nostra società occidentale sia “inquinata” e noi non siamo più in grado di percepire il giusto valore delle cose che vanno bene davvero per noi. Occorre fare  “tabula rasa” di ciò che ci hanno insegnato e, con coraggio, ascoltare il proprio cuore e soprattutto il proprio corpo: il corpo è il nostro miglior maestro, con i suoi messaggi (i sintomi)esso non ci mente mai. Inizialmente è difficile, non percepiamo niente, dobbiamo fare un po’ di silenzio dentro e fuori di noi e non ci siamo abituati. Ma poi, se insistiamo, piano piano emerge la nostra voce interiore che sa, sempre, quello che va bene per noi.
 L’importanza di ciò che assumiamo ogni giorno 
Se oggi domandassimo ad un bambino dove nasce il cibo probabilmente ci risponderebbe “al supermercato”, e se ci soffermassimo a capire il perché scopriremmo una pericolosa linea di frattura tra noi, il cibo, il sociale, l’ambiente e l’universo.
Se uno qualunque degli alimenti che giunge sulla nostra tavola, ad esempio una forma di pane, raccontasse la sua storia, noi comprenderemmo profondamente che la natura non fa salti, che tutto è collegato con tutto attraverso infiniti equilibri interdipendenti. Il pane ci direbbe che la sua esistenza, e quindi la nostra, in quanto suoi fruitori, è legata alla pianta del frumento che pazientemente utilizza, attraverso la sintesi clorofilliana, l’energia luminosa del sole, l’anidride carbonica proveniente dall’aria, l’acqua e gli elementi minerali provenienti dalla terra, per formare l’ossigeno che va ad arricchire l’aria che respiriamo e i principi nutritivi che vengono riposti nello scrigno del chicco di grano. Quest’ultimo, grazie all’organizzazione sociale del lavoro, può infine giungere, sotto forma di pane ed altri prodotti, sulla nostra tavola.Prendere consapevolezza e avere la percezione della comunicazione tra se, l’universo, l’ambiente, la società, attraverso il cibo, ci permette di sviluppare quel senso critico che può aiutarci nelle scelte che facciamo e  valutare globalmente l’influenza del cibo sulla complessa biochimica del nostro organismo.
 Quando acquistiamo un alimento cominciamo dunque a farci alcune domande sulla sua provenienza, sul modo in cui è stato prodotto, in quali condizioni, con quali additivi viene conservato, come è arrivato fino a noi, come è confezionato e così via; leggiamo l’etichetta in modo attento e non facciamoci influenzare dalla pubblicità che abbiamo visto e che ci ha portato a prenderlo dallo scaffale.
 IL CIBO quindi è il punto di unione tra il SOLE, e più in generale l’UNIVERSO, l’AMBIENTE (piante, aria, acqua, terra), il SOCIALE e l’INDIVIDUO: averne coscienza significa riconoscerne la sacralità, evitando, tra l’altro, gli squilibri e i loro effetti distruttivi.
 Intanto, possiamo cominciare a fare una prima importante scelta che già ci porta sulla strada della salute e dell’autonomia:  optiamo per i cibi di stagione, in quanto, così facendo, ci allineiamo ai cicli della natura, ma, soprattutto, prendiamo coscienza del fatto che la natura “sa” cosa ci serve in ogni dato momento e ce lo offre. Piano piano sarà il nostro corpo stesso ad accettare e seguire questa via sentendo il bisogno di un determinato alimento esattamente nello stesso periodo in cui lo troviamo in natura!!!
 In ultima analisi, a nostro parere, essere liberi dalle manipolazioni significa fare ogni giorno delle scelte,  dalla più piccola alla più grande, che vadano nella direzione del nostro benessere e di tutto l’ambiente che ci circonda, riflettendo sul nostro modo di vivere, senza farci influenzare dalla pubblicità che ci invita solo ad un consumo frenetico e compulsivo.  Sono tanti gli esempi nella nostra quotidianità che possono metterci sulla giusta direzione e ognuno di noi può fare la sua parte cominciando da ciò che preferisce: la raccolta differenziata, il riciclo di tanti oggetti evitando sprechi, acquistare il più possibile alimenti e altro senza involucri o almeno che questi siano biodegradabili; limitare il consumo di detersivi e sostanze chimiche che inquinano il nostro ambiente e il nostro corpo: ci sono molti corsi che ci insegnano ad auto produrre detersivi per la casa e ad uso personale partendo da ingredienti assolutamente naturali e non inquinanti; non usare farmaci inutilmente e avvicinarsi alla conoscenza di metodi meno invasivi e più naturali per avere cura di noi stessi; acquistare il più possibile alimenti biologici e altri beni di consumo da piccoli produttori, magari vicini a noi e che lavorino in maniera etica e attenta all’ambiente; cerchiamo, quando possibile, di non usare l’automobile per i nostri spostamenti, privilegiando i mezzi pubblici meno inquinanti e, perché no, andiamo dì più a piedi o in bicicletta nei piccoli spostamenti: non solo non inquineremo ma faremo un gran bene alla nostra salute; educhiamo i nostri bambini al rispetto di sé e dell’ambiente con il nostro esempio.
 Del Po Brunetta Temponi Daniela

 Della Luna Marco, Cioni Paolo, Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa, Macro Edizioni
 Festinger Leon,  Teoria della dissonanza cognitiva 2001, Franco Angeli
 Marchesi Fabio, La luce che cura, Tecniche Nuove

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