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La Pace di Dio.

La Pace di Dio è lo stato in cui si è consapevoli di essere una manifestazione di una unica Coscienza. Nell'atto di Essere Coscienza si esplica la identificazione del soggetto osservatore con l'oggetto osservato, ovvero la perdita di identificazione con la separazione manifestata nella disfunzione egoica. 

La separazione e l'individualità per-sonale, come tutte le elaborate filosofie dualistiche, non sono altro che una allucinazione, ovvero il vedere concretamente come reale ciò che non esiste.

Poiché nulla di ciò che è Reale (ovvero la Coscienza che si manifesta al di là della allucinazione) può essere minacciato, e nulla di irreale esiste, in questo consiste la Pace di Dio.

Questo stessa Realtà, viene identicamente espressa, con parole  diverse, da, tra gli altri, Eckhart Tolle, Jiddu Krishnamurti e dalla Coscienza Cristica (ad es. in 'Un Corso in Miracoli').

La rappresentazione della allucinazione dualistica, espressa, in modo ingannevole, in millenarie e elaborate filosofie e religioni

"Questa è la sfida dell’umanità ora: rispondere alla crisi radicale che minaccia la nostra stessa sopravvivenza: la disfunzione dell’egoica mente umana.

E allora chi sono io? Colui che vede questo. La consapevolezza che precede il pensiero, lo spazio nel quale il pensiero, o l’emozione, o la percezione sensoriale accade.

L’ego non è niente altro che questo: l’identificazione con la forma, che in primo luogo significa le forme di pensiero.

Ne deriva una totale inconsapevolezza della mia connessione con il tutto, della mia intrinseca unione con l’“altro”, della mia connessione con la Fonte. Questa dimenticanza è il peccato originale, la sofferenza, l’illusione."

Eckhart Tolle


"Quando non c’è spazio tra l’osservatore e l’osservato, allora c’è contatto diretto, c’è una relazione completa, per esempio, con un albero. Non c’è alcuna identificazione con l’albero, il fiore, una donna, un uomo. Solo quando non c’è alcuna separazione tra l’osservatore e l’osservato, c’è uno spazio immenso, nel quale non esiste il conflitto. È in questo spazio che c’è libertà.
 
In questo spazio tra l’osservatore e l’osservato entrano il piacere e il dolore, il desiderio di arrivare al successo, di diventare famosi e la sofferenza del fallimento. In quello spazio voi non siete in contatto con niente. Contatto e relazione hanno un significato completamente diverso quando l’osservatore è una cosa sola con l’osservato. Allora c’è uno spazio straordinario e c’è libertà."

Jiddu Krishnamurti

"Nulla di ciò che è reale può essere minacciato.
Nulla di irreale esiste.
In questo si trova la pace di Dio."
Dal Libro "Un corso in miracoli"



La allucinazione dualistica ha, nel corso dei secoli e millenni portato ad elaborare filosofie e concetti spesso ripresi e di fondamento a religioni ed ambienti massonici.
- La necessità di distruggere per ricreare ed evolvere
- La necessità del male come strumento di crescita verso il riconoscimento del bene - approfondisci
- I cicli infiniti di eventi che si ripetono 
- La gnosi come conoscenza superiore solo per iniziati
- La sofferenza come potente energia evolutiva
- Cinismo e prevaricazione come stati naturali; vittima e carnefice come archetipi ineludibili
- La necessità di una guida superiore e della conoscenza riservata agli eletti per condurre la evoluzione umana (Demiurgo)


Citazioni tratte da:
ucim.it
meditare.it
unicacoscienza.altervista.org


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