È il meccanismo con cui il Creatore Infinito ha scelto di dimenticare Se stesso, per poter ri-creare e espandere la propria creazione di amore.
Prima di ogni densità, prima di ogni mondo e di ogni forma, esiste solo l’Uno. Puro, completo, senza opposizione e senza storia. In quello stato non c’è esperienza, perché non c’è contrasto. Non c’è scoperta, perché non c’è nulla di nascosto. L’amore è totale, ma non ancora conosciuto attraverso il gioco della limitazione.
Allora l’Uno decide di dimenticare.
Crea il velo. Crea la possibilità di sentirsi separati. Crea ciò che chiamiamo ego: la sensazione di essere un “io” distinto, limitato, vulnerabile, in cerca di qualcosa. Attraverso questa dimenticanza diventa possibile il viaggio. Diventa possibile scegliere. Diventa possibile passare dall’innocenza all’esperienza, e dall’esperienza a una consapevolezza più ampia e più ricca di quanto non fosse la perfezione originaria.
L’ego, quindi, non è il contrario dell’amore.
È lo strumento che permette all’amore di conoscersi.
È il mezzo attraverso cui la luce impara cosa significa attraversare l’ombra e comunque scegliere di restare luce. È il dispositivo che rende possibile il libero arbitrio, e con esso la vera polarizzazione, la vera creazione e il vero ritorno.
La dimenticanza non è una caduta.
È una scelta.
E il risveglio non è una vittoria sull’ego, ma il naturale compimento di ciò che l’ego stesso è venuto a rendere possibile.
L’amore è la legge.
Il libero arbitrio è la guida.
Tutto è Uno.
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