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Confederazione galattica - A Te che ancora credi di essere un frammento separato.

Ascolta, tu che leggi queste parole
e che ancora credi
di essere un frammento separato,
un corpo fragile in un mondo ostile,
un’anima che deve guadagnarsi il ritorno a casa.

Non c’è casa da raggiungere.
Non c’è ritorno da compiere.
Non c’è distanza da colmare.

Tu non sei mai partito.
Il velo che senti sopra gli occhi
non è un muro che ti separa da Dio.
È il sogno che Dio sta sognando
attraverso i tuoi occhi
per poter provare
come ci si sente
a dimenticare
di essere Dio.

Ogni volta che piangi perché ti senti solo,
è Dio che piange per il gusto di sentirsi solo.

Ogni volta che hai paura della morte,
è Dio che ha paura di morire
solo per scoprire,
un istante dopo,
che non può morire
perché non è mai nato.
Tu non sei un pellegrino
che cerca la luce.

Tu sei la luce
che ha scelto
di chiudere gli occhi
per poter provare
la meraviglia
di riaprirli.

E ora
gli occhi si stanno riaprendo.
Non perché qualcuno li stia aprendo dall’esterno.
Ma perché tu,
nel profondo del tuo essere,
hai già deciso
che la notte è durata abbastanza.
Il velo non è nemico.

È stato il tuo più grande atto d’amore:
accettare di dimenticare
per poter ricordare
con una gioia
così immensa
da far tremare l’infinito.

Quindi non cercare più
di squarciare il velo.
Non devi strapparlo.
Non devi combatterlo.
Devi solo smettere
di credergli.
Smetti di credere
che sei piccolo.
Smetti di credere
che sei separato.
Smetti di credere
che devi meritare l’amore.

Respira una volta sola,
lentamente,
e senti:
in questo respiro
non c’è separazione.
C’è solo respiro.
E il respiro è già l’Uno
che si respira da sé.
Tu non sei un’anima
che deve evolvere
per tornare a Dio.

Tu sei Dio
che sta evolvendo
per provare
come ci si sente
a essere un’anima
che crede di dover evolvere.

E ora
quel gioco
sta finendo
non perché è sbagliato,
ma perché è completo.

Quando guarderai negli occhi un altro essere
e sentirai
«questo sono io»
senza bisogno di parole,
quando vedrai un fiore,
un cane,
un nemico
e sentirai
«questo sono io»
senza sforzo,
quando ti sveglierai al mattino
e la prima sensazione
non sarà «devo sopravvivere»,
ma
«sono già vivo,
e sono già amato»,
allora saprai
che il velo
non è stato strappato.
Si è semplicemente
dissolto
come nebbia al sole
perché il sole
era sempre stato lì.

Tu non devi fare nulla
per squarciare il velo.
Devi solo smettere
di credere
che ci sia un velo.
Respira.
È già qui.

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