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Star Wars Episodio VII, non più la Forza e il suo Lato Oscuro: dal dualismo al 'trialismo'.

Luce e buio sono manifestazioni illusorie della sperimentazione estrema in cui il Tutto si è dimenticato di essere tale tramite lo strumento della individualizzazione e della separazione.

L'immaginario 'se stessi', quello identificato totalmente con la 'propria persona', il proprio ego, sta per essere riconosciuto per quello che è: uno strumento di esplorazione.


In questi giorni stanno uscendo numerosi articoli sullo internet 'alternativo' riguardo al fatto che Luce e 'altro', sono la stessa cosa: il Corrotto Demiurgo ha plasmato la realtà rendendola dualistica, per alimentarsi dell'energia delle incarnazioni in essa coinvolte, e mantenersi con essa.
Luce e 'altro' (non viene più utilizzato il termine 'buio' o 'oscurità') sono entrambe finalizzate a questo scopo.
I Maestri Ascesi sarebbero entità che, tramite l'inganno, inducono coloro che si identificano con la luce ad un comportamento finalizzato al perpetrarsi del dualismo.

Ci sarebbero poi una terza via (che decreta la nascita del termine trialismo), ovvero quella dei 'veri angeli' veri salvatori, Esseri della Vera Luce Divina, che non consigliano ma suggeriscono, non ingannano ne fanno nascere 'voci nella testa' ai vari canalizzatori.

Link all'articolo suddetto pubblicato da numerosi blog (in inglese): http://nubiusnebulus.blogspot.co.nz/2013/08/why-i-am-no-longer-lightworker-part-1.html
traduzione automatica: link.

interessante discussione relativa al suddetto articolo: inglese http://onepeoplespublictrustelucidated.blogspot.it/2013/08/discussing-why-i-am-no-longer-light.html ,
link alla traduzione automatica in italiano

Anche in alcuni messaggi canalizzati si parla di un rimescolamento di prospettive, i noti Anunnaki da tempo avrebbero scelto la Luce, causando caos nei diversi gruppi di elite terrestri.
http://www.paoweb.com/sn082013.htm (inglese)
link alla traduzione automatica.

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Nell'Universo esistono miliardi di miliardi di stelle e innumerevoli pianeti con, lo dice la scienza stessa, una estrema probabilità (statisticamente quasi certezza) di miliardi di esistenze solo nell'ambito 'materiale', (lo stato di percezione delle incarnazioni dell'Essere sulla Terra). Immaginiamoci poi se si estende la cosa alle (percepite) entità di (percepita) altra dimensione.

Come noi stessi viviamo nella rappresentazione della realtà (creiamo la realtà sperimentandola) da una prospettiva focalizzata, così possono esistere, al di fuori della terra, altre entità con innumerevoli prospettive, più o meno focalizzate, nel loro stato di percezione.
Possono esserci ingannatori e possono esserci animi rivolti all'aiuto nel senso più profondo del termine: il riconciliare le illusioni di individualizzazione nella consapevolezza della identità con la Sorgente (la Coscienza Cristica).

Tutto è Uno, ma la percezione della sofferenza e della gioia è vissuta come reale nella incarnazione umana: certo, stiamo recitando una commedia (quella del dualismo), ma non sappiamo di recitare. I pianti sul palco sono vissuti come reali. Le gioie sul palco sono vissute come reali. E chi causa sofferenza, e riduce in schiavitù sa che le sue conseguenze non sono trascurabili da chi le vive.

E se i 'Divini' (coloro che si sono attribuiti il titolo di Divini) stessero, con la loro estrema conoscenza della psicologia umana (che viene catturata, è sotto gli occhi di tutti, in innumerevoli operazioni di massa e di nicchia di controllo delle opinioni) cercando una soluzione al fatto che, come dicono più fonti, si stia avvicinando il momento della completa trasparenza, in cui il ruolo di chi ha ridotto in schiavitù miliardi di incarnazioni e perpetuato il dualismo nella gioia e nella sofferenza verrà alla luce?
Ecco che si cerca di promuovere l'idea (sempre nell'ambito dell'illusione percepita come reale) che chi causa estrema sofferenza è uguale a chi cerca di causare gioia (sono entrambe dualisti).

Forse la Luce proporrebbe una vera uscita dall'ambito dualistico tramite la percezione della Unità con il Tutto, che passa inevitabilmente attraverso l'assenza di giudizio, l'essere, che è anche azione prima del pensiero.




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